I progressi della scienza dovrebbero essere patrimonio dell’intera popolazione. Purtroppo, spesso il linguaggio squisitamente tecnico e gli argomenti trattati rendono ostico l’accesso al pubblico “non addetto ai lavori”.
Con questa rubrica settimanale ci prefiggiamo di portare una piccolissima porzione di notizie scientifiche di recente pubblicazione alla portata di tutti, grazie agli elaborati di giovani ricercatori, che operano in seno all’Università di Torino e sono quotidianamente impegnati nella lotta alla patologia oncologica.
Silvia Novello Professore Associato di Oncologia Medica Presso il Dipartimento di Oncologia
Università di Torino

Consumo di thè verde ed effetto protettivo sul rischio di epatocarcinoma
Nutrition, 2016 Jan;32(1):3-8, Huang YQ, LuX, Min H, Wu QQ, Shi XT, Bian KQ, Zou XP

Negli ultimi anni i media e internet hanno posto molta enfasi sull’aggiunta di alcuni elementi nella dieta quotidiana, sottolineandone in vari modi le proprietà curative e/o di prevenzione nei confronti della patologia oncologica. Fra questi il thè verde, la curcuma, l’aloe, le noci… per i quali sicuramente esistono caratteristiche che conferiscono un’attività antiossidante, pur essendo doveroso mantenere il rigore scientifico, che ci porta a ricordare che la patologia oncologica è multifattoriale, che i fattori di rischio sono intriseci ed estrinseci e che un singolo intervento basato sulla supplementazione con un alimento in particolare non può impattare in modo drastico sull’insorgenza e l’andamento di una malattia cosi complessa.
L’epatocarcinoma rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale per neoplasia solida,interessando soprattutto i Paesi asiatici e quelli dell’Africa sub-sahariana, dove l’infezione causata dai virus dell’epatite C e B, considerata uno dei principali fattori di rischio per l’epatocarcinoma, è maggiormente diffusa. Numerosi altri fattori ambientali sono stati chiamati in causa quali fattori predisponenti, tra cui l’eccessivo consumo di alcool, alimenti contenenti aflatossine,etc… E proprio sui fattori alimentari che si sono concentrati numerosi studi pubblicati negli ultimi anni e fra questi sono innumerevoli quelli che trattano i tanto discussi benefici del thè verde.
Indubbiamente questa bevanda ha numerose proprietà “salutari”,essendo ricca di sostanze quali i polifenoli (le catechine), tra i quali il più importante è l’epigallocatechingallato (EGCG). In diversi studi pre-clinici sono emersi effetti protettivi da parte di queste sostanze nei confronti della tumorigenesi (inclusa quella riguardante linee cellulari di epatocarcinoma), attraverso vari meccanismi quali la riduzione dei danni al DNA (principali fattori implicati nella crescita neoplastica) e l’effetto antiossidante.
Poiché dalle colture cellulari agli studi sull’uomo, la traslazione dei risultati non è sempre cosi immediata e lineare, gli studi epidemiologici condotti finora al fine di dimostrare una correlazione tra consumo di thè verde e suo possibile ruolo protettivo nei confronti dell’insorgenza di cancro al fegato, hanno dato risultati spesso contrastanti e non sempre positivi.
In questa metanalisi Ya-Qing Huang e colleghi hanno cercato di chiarire in maniera più precisa il ruolo del thè verde nella prevenzione del rischio di epatocarcinoma.
La metanalisi è stata condotta su diversi studi prospettici di coorte riguardante la popolazione Asiatica e pubblicati prima dell’Aprile 2015:sono stati selezionati 9 studi,comprendenti 465.274 partecipanti e 3694 pazienti affetti da epatocarcinoma.
Un’associazione statisticamente significativa è emersa tra un più alto consumo di thè verde (3/4 tazze) e riduzione del rischio di cancro al fegato (rischio relativo 0.88). Inoltre, nell’analisi per sottogruppi effettuata (considerando solo 5 degli studi selezionati), il rischio minore si otteneva nel sesso femminile (riduzione del rischio pari al 22%) rispetto al sesso maschile. Non è stata invece dimostrata una relazione tra l’incremento di consumo giornaliero di una sola tazza di thè verde/die e la riduzione del rischio di epatocarcinoma.
Di fronte al risultato positivo che l’analisi ha dimostrato, la cautela nell’accettare i dati e nell’interpretazione degli stessi è d’obbligo. E le motivazioni sono diverse. Prima fra tutte la possibilità di errori statistici potenzialmente riscontrabili, come sottolineato dagli stessi autori. In secondo luogo, il coinvolgimento nella suddetta metanalisi della sola popolazione Asiatica che non può essere rappresentativa dell’intero genere umano. Inoltre, la numerosità campionaria non ha permesso di raggiungere una potenza statistica tale da far scaturire raccomandazioni ben precise.
E’ quindi auspicabile in futuro la messa a punto di studi prospettici sulle potenzialità antitumorali del thè verde che, partendo da una base tutt’altro che incerta, possano coinvolgere una popolazione più omogenea e rappresentativa, nonché più numerosa, disegnati ad hoc per rispondere meglio ai quesiti posti, e giungere cosi a dati più solidi e robusti, che permettano eventualmente di dare suggerimenti e moniti di più provato valore scientifico.

Glossario:
1) Mutazione genetica: ogni cambiamento ereditabile del materiale genetico causato da agenti esterni ( ad esempio raggi ultravioletti, fumo di sigaretta etc) o dal caso.
2) Gene oncosoppressore: è un gene che codifica proteine, che mediano segnali negativi per la crescita cellulare e proteggono la cellula stessa dall’accumularsi di mutazioni.
3) Allele: una delle forme alternative che il gene può assumere nello stesso sito cromosomico.
4) Sindrome di Li-Fraumeni: sindrome rara in cui il gene TP53 ha solo un allele funzionante. E’ caratterizzata da una maggiore suscettibilità a sviluppare diversi tumori indipendenti, in svariati tessuti, in una età relativamente precoce (giovani adulti).
5) Retrogene: gene che è stato trascritto a partire dall’RNA.
6) Studio randomizzato: studio clinico che prevede che l’assegnazione dei pazienti ai vari gruppi da esaminare avvenga con metodo casuale (random).
7) Incidenza: misura della frequenza di una patologia, intesa come nuovi casi osservati in un dato periodo di tempo. È una particolare relazione matematica utilizzata in studi di epidemiologia, che misura la frequenza statistica di una patologia, vale a dire quanti nuovi casi di una data malattia compaiono in un determinato lasso di tempo in un territorio.
8) Mutazione germinale: mutazione presente negli spermatozoi o nella cellula uovo di un individuo e che può essere trasmessa alla prole.
9) Genoma: la totalità del DNA contenuto in una cellula di un organismo.
10) Sindromi autosomiche dominanti: malattie genetiche causate da una forma dominante di un gene difettoso. Questo tipo di malattia è caratterizzato dal fatto che basta una singola copia del gene difettoso per far sì che essa si esprima.
11) Sindromi autosomiche recessive: malattie genetiche causate da una forma recessiva di un gene difettoso. Questo tipo di malattia è caratterizzata del fatto che è necessaria una coppia di geni difettosi per far sì che essa si esprima.
12) Gene oncosoppressore: un gene che codifica per prodotti che agiscono negativamente sulla progressione del ciclo cellulare, proteggendo in tal modo la cellula dall’accumulo di mutazioni potenzialmente tumorali.
13) Antigene: sostanza in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario.
14) Linfonodi: organi periferici situati lungo il decorso dei vasi linfatici; all’interno di essi si sviluppa la risposta immunitaria adattativa, ossia avviene la maturazione dei linfociti T e B in seguito all’interazione con le APC.
15) APC: “Antigen Presenting Cells”, cellule immunitarie che attraverso l’esposizione di antigeni sono in grado di portare a maturazione i linfociti.
16) Mutazioni: ogni cambiamento ereditabile del materiale genetico causato da agenti esterni (ad esempio raggi ultravioletti, fumo di sigaretta, etc) o dal caso.
17) Linfociti T: popolazione di leucociti protagonisti della risposta immunitaria cellulo-mediata; essi sono caratterizzati dalla presenza sulla superficie cellulare di un recettore specifico, il T-cell receptor (TCR).
18) Recettore: molecola, solitamente proteica, in grado di legare un’altra molecola (ligando) così da attivare o disattivare un segnale a livello cellulare
19) Anticorpo monoclonale: anticorpi generati da un solo clone cellulare immunitario e diretti con bersaglio antigenico specifico; essi possono essere utilizzati a scopo diagnostico o terapeutico.
20) Fase III: fase di sviluppo clinico di un farmaco nel quale viene valutata l’efficacia del farmaco stesso; è preceduta, solitamente, dalla fase I (che valuta la sicurezza e la tollerabilità della molecola) e dalla fase II (che valuta l’attività del farmaco).
21) Randomizzato: procedura attraverso la quale i partecipanti ad uno studio ricevono trattamenti assegnati in base al caso (random).
22) PFS (Progression Free Survival): è una misura dell’attività di un farmaco; essa misura il tempo intercorso tra l’inizio del trattamento e la prima evidenza di crescita della malattia tumorale.
23) OS (Overall Survival): è una misura di efficacia del trattamento; essa misura il tempo intercorso tra la diagnosi di malattia o l’inizio del trattamento e la morte (per ogni causa).
24) Terapie a bersaglio molecolare: trattamenti nei quali viene utilizzato un farmaco diretto con un particolare bersaglio espresso dalla cellula tumorale; nel melanoma maligno, per esempio, vengono utilizzati inibitori di BRAF e MEK nei pazienti che presentino particolari mutazioni a livello del gene BRAF.
Review: articolo scientifico derivante dalla revisione di più articoli o lavori scientifici.
25) Terapia di prima linea: terapia dedicata a soggetti che non abbiano mai intrapreso terapia specifica per la patologia in oggetto.
26) Terapia di seconda linea: terapia che viene presa in considerazione quando la terapia di prima linea abbia fallito nel trattamento specifico della la patologia in oggetto.
27) Farmaci da banco: anche detto OTC (dall’inglese Over The Counter, sopra il banco) è un farmaco da automedicazione dispensato direttamente dal farmacista al paziente senza obbligo di prescrizione medica.
28) Craving: intenso e irrefrenabile desiderio di assumere una sostanza psicotropa già provata in precedenza; è uno dei sintomi della dipendenza.
29) Forte fumatore: è considerato forte fumatore colui che sente la necessità di fumare entro 5 minuti dal risveglio, colui che fuma nonostante sia malato (ad esempio infezioni vie aeree), colui che fuma durante la notte, colui che fuma per ridurre i sintomi di astinenza, colui che fuma più di un pacchetto di sigarette al giorno.
30) Agonista parziale: un farmaco che si lega ad un recettore, ma determina un’ azione inferiore in maniera parziale.
31) Recettori centrali: recettori per una determinata sostanza, localizzati a livello del Sistema Nervoso Centrale.
32) Citocromo epatico P-450: superfamiglia di isoenzimi epatici che, trasferendo elettroni, catalizzano l’ossidazione di molti composti di origine endogena oltre ai farmaci eventualmente assunti
33) Genotipo virale: variante genetica del virus
34) Prevenzione primaria: insieme di attività, azioni ed interventi che ha il suo campo d’azione sul soggetto sano e si propone di mantenere le condizioni di benessere e di evitare l’insorgenza di malattie
35) Prevenzione secondaria: intervento di secondo livello che mediante la diagnosi precoce di malattie, in fase asintomatica (programmi di screening) mira ad ottenere la guarigione o comunque limitarne la progressione
36) Capside virale: rivestimento proteico del virus
37) Displasia: disordine architetturale nell’ambito di un determinato tessuto, provocato in genere da stimoli irritativi cronici
38) Cin2: acronimo di Cervical Intraepithelial Neoplasia, che designa lesioni di tipo proliferativo displastico (quindi non ancora francamente neoplastiche), in questo caso di grado 2 (displasia moderata)
39) Endpoint: tipologia di misurazione dell’esito in uno studio clinico
40) Trial clinico: studio clinico farmacologico, biomedico o salute-correlato sull’uomo, che segue dei protocolli predefiniti. Lo scopo è quello di verificare che una nuova terapia sia sicura, efficace e migliore di quella normalmente impiegata e correntemente somministrata
42) Titolo anticorpale: numero di anticorpi prodotti dal soggetto in riposta ad un’infezione o a un vaccino
43) Aflatossine: tossine prodotte dal metabolismo di specie di funghi e tossiche per l’animale e per l’uomo. Come conseguenza della loro azione lesiva sulle funzioni cellulari, alcune esplicano azione nefrotossica, epatotossica ,immunotossica ,mutagena, teratogena e cancerogena
44) Polifenoli: famiglia di molecole organiche naturali ampiamente distribuiti in alimenti e bevande (frutta e verdura fresca, ma anche nel thè e nel vino), con attività antiossidante, antiaterosclerotica, antiinfiammatoria.
43) Studi preclinici: studi sperimentali che utilizzano modelli sperimentali di patologia (per esempio nello sviluppo di un nuovo farmaco si utilizza un sistema che esibisce lo stesso bersaglio farmacologico per cui si studia il farmaco) che può essere rappresentato da una coltura cellulare, da animali di laboratorio o da sistemi artificiali che riproducono determinate caratteristiche dell’organismo umano. Successivamente si passa alla sperimentazione clinica sull’uomo
44) Metanalisi: tecnica clinico-statistica quantitativa che permette di combinare i dati di più studi condotti su di uno stesso argomento, generando un unico dato conclusivo per rispondere a uno specifico quesito clinico
45) Rischio relativo: rapporto tra la probabilità che si verifichi un evento in un gruppo esposto (ad un trattamento, ad un fattore di rischio, ad un fattore protettivo), e la probabilità che si verifichi lo stesso evento in un gruppo di non esposti (allo stesso trattamento, fattore di rischio, fattore protettivo)

Link per scaricare paper originale:
http://www.nutritionjrnl.com/article/S0899-9007(15)00237-3/abstract

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