Giovanni Garrone, nato nel 1947, sposato con Donatella Trevisi ex-Nazionale di basket (90 presenze in azzurro). Dopo aver giocato in numerose formazioni piemontesi e liguri a livello dell’attuale Serie A-2, ha portato avanti parallelamente la carriera lavorativa (è stato Direttore Amministrativo di alcune società di un grande gruppo torinese) e quella cestistica, ricoprendo ruoli importanti prima come Allenatore, poi come Dirigente e Presidente. Ha creato il Collegno Basket (Serie B maschile e A-2 femminile), è stato presidente della Pall. Cerea (Serie B maschile) e poi dell’Auxilium Torino fino al 2006 (Serie B). E’ stato anche Consigliere regionale Fip, Delegato in Lega Basket e persino Arbitro. E’ stato nominato Presidente della Pallacanestro Torino nel luglio 2014 (Serie A-2) con la quale ha ottenuto immediatamente la promozione in Serie A-1.

1) Come vive la discriminazione da presidente di una società femminile?
Prima di gestire in prima persona una società di Serie A-1 di basket femminile non avrei mai pensato che la discriminazione nei confronti dello sport femminile fosse così marcata. Ora, con i miei collaboratori, sto cercando di ridurre il gap di interesse tra maschi e femmine da parte dei media e del pubblico del basket; molti optano marcatamente e/o esclusivamente per i maschi della Fiat Auxilium e considerano il basket femminile (…ma in genere lo sport femminile) non così interessante e degno di attenzione come dovrebbe. Eppure siamo in Serie A-1….Questo minor interesse deriva anche e soprattutto dall’ancora modesto spazio che media e Tv dedicano al basket femminile. Però ci stiamo lavorando, con la stessa intensità con cui le ragazze vanno in campo per vincere…

2) Fate lo stesso lavoro del maschile allo stesso livello ma con molta più fatica e molta meno visibilità. Sta cambiando qualcosa negli ultimi anni?
La Serie A-1 femminile che ci vede protagoniste ormai da tre anni durante i quali abbiamo disputato i Play Off ed anche la Coppa Italia, è un campionato di altissimo livello tecnico che comporta un notevole impegno economico da parte della società ed un altrettanto forte impegno di preparazione, fisica e tecnica, da parte delle ragazze. Non mi sento ovviamente di paragonare gli aspetti economici al pari campionato maschile, ma per quanto è richiesto alle ragazze in termini di impegno e di professionalità, si. Le nostre ragazze si allenano settimanalmente 5 volte al pomeriggio e 4 volte al mattino, fanno trasferte in lungo e in largo per l’Italia, isole comprese, spesso di due giorni. Non c’è differenza con i loro colleghi maschi….. ma la parità è solo nell’impegno, c’è tanta differenza invece per quanto riguarda i loro stipendi …. e la visibilità.
La minor visibilità – la Lega Basket Femminile e noi società stiamo lavorando per elevarla anche tramite le dirette Tv su Sportitalia e con lo streaming gratuito di tutte le partite della Serie A-1 – è il motivo principale di questo gap: senza visibilità non si trovano aziende disposte ad investire nel basket femminile e di conseguenza con poche risorse a disposizione molte ragazze (anche di qualità come la nostra Costanza Coen) optano per l’abbandono precoce dell’attività agonistica in favore di un lavoro che possa garantire loro l’indipendenza economica. Recentemente però il basket femminile ha subito un’impennata di interesse con il “fenomeno Zandalasini”. Cecilia Zandalasini, giovanissima atleta di grandissimo talento della Famila Schio è stata chiamata dalle Minnesota Lynks (USA) per giocare in estate il Campionato WNBA, la lega femminile della NBA, e con quella squadra ha addirittura conquistato il titolo di World Champion. Tutto il mondo sportivo ha partecipato attivamente a questo “evento” ed in questo caso lo sport femminile ha avuto per un certo periodo il sopravvento su quello maschile. Un grande evento mediatico. Il basket femminile deve cavalcare questo momento positivo che può – se ben gestito – ridare impulso al movimento, spingendo e motivando le società di base ad incrementare il reclutamento di giovani atlete iniziando dal minibasket, curandone poi la partecipazione e la continuazione dell’attività post minibasket nei vari settori giovanili. Dalla quantità nasce la qualità. Le ragazze oggi stanno giocando al pari dei maschi per quanto riguarda tecnica e grinta. Certo sarà difficile ammirare le “schiacciate” che si vedono in campo maschile, anche se alcune ragazze stanno già riuscendoci, ma è giusto ricordare che il basket femminile non gioca con attrezzature “di vantaggio” (come la rete più bassa nella pallavolo), il canestro è a 3 metri e 05 per maschi e femmine, e ciò impatta con il differente atletismo maschile non paragonabile a quello femminile. E poi …..le schiacciate non sono “il basket” ma solo un gesto atletico!

3) Molte delle ragazze giocano e lavorano come conciliare il tutto?
In realtà nella attuale Serie A-1 non sono molte le ragazze che lavorano e giocano. Ce ne sono invece parecchie che studiano e frequentano le varie facoltà universitarie per crearsi solide basi per quando smetteranno l’attività agonistica. Da noi la capitana Alice Quarta è l’unica “atleta-lavoratrice” della squadra e compie salti mortali tripli per non perdere mai un allenamento pomeridiano, anzi, appena può partecipa anche a quelli mattutini. La Sua grande passione deve essere un esempio per tutte le ragazze che iniziano la carriera di giocatrice. Nei campionati di categoria inferiore invece l’atleta lavoratrice è la norma. I rimborsi spese sono modesti se non inesistenti e quindi per la maggior parte delle atlete la passione è il motivo unico e vero del loro grande impegno agonistico. Allenamenti serali, due o tre, che terminano spesso alle 22/23. Poi al mattino di corsa al lavoro: questa è passione!

4) Cosa sogna per la Pallacanestro Torino nel prossimo futuro?
La Pallacanestro Torino è una società “storica”. Fondata nel 1959 ha partecipato alla Serie A negli anni 60/70 e poi per parecchi anni ha avuto alti e bassi nelle categorie minori. Il ritorno in A-1 nel 2015 è stato per tutti noi che ci mettiamo risorse, passione, lavoro, entusiasmo, “il” sogno che si è realizzato.
Adesso però è ora di tornare a sognare …. Innanzi tutto il nostro incubo …. più che un sogno …. è di trovare ogni anno le risorse per restare a questi livelli. Però quando l’incubo torna ad essere un sogno ….. allora …. una capatina in Europa, partecipare alle Final Four per il titolo di Campione d’Italia ….. cose cosi lontane e quasi impossibili….: ecco il sogno. Ma noi sappiamo e vogliamo rendere possibile l’impossibile. Dobbiamo cercare, ma soprattutto “trovare” nuove risorse, nuovi partner che ci affianchino in questa sfida, dopodiché ci penseranno le nostre ragazze!

5) Per il quinto anno consecutivo lo sport universitario è ancora una volta in prima linea con lo scopo di comunicare i propri valori formativi, di prevenzione e salvaguardia della salute e  veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere. Questo grazie a Just The Woman I Am, che si terrà domenica 4 marzo in Piazza San Carlo a Torino. Cosa ne pensa di questa manifestazione, unica nel suo genere?
Questa manifestazione è molto importante, per tutto! Per i valori che intende comunicare, per la partecipazione di tante donne, giovani e non solo, per comunicare al mondo che le donne esigono il rispetto che compete loro al pari degli uomini, senza distinzione alcuna. Just The Woman I Am è iniziata anni fa come “un tentativo” …. ora è una certezza, una manifestazione che, grazie allo Sport Universitario, in primis Riccardo D’Elicio, è passato dai 3.000 iscritti del 2014 ai 20.000 partecipanti del prossimo 4 marzo.
E la nostra splendida piazza San Carlo risorgerà – dopo le tristi recenti vicende – grazie allo sport, grazie alle donne dello sport!
Lo sport è salute, lo sport è gioia, lo sport è vita. Noi della Pallacanestro Torino siamo orgogliosi di aderire e partecipare a questa edizione di Just The Woman I Am!!!
Come Giovanni, sostieni anche tu la ricerca universitaria sul cancro, iscrivendoti alla corsa non competitiva o alla camminata di domenica 4 marzo in Piazza San Carlo a Torino.

Iscrizioni su www.torinodonna.it/iscrizioni
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