È giovanissima, appena 15 anni, ma ha già ottenuto importanti riconoscimenti sportivi. Carola Semperboni, unica atleta paralimpica piemontese nella disciplina del paradressage, ama le sfide e insieme al suo cavallo Paul non se perde una. Bronzo di squadra alla Coppa delle Regioni, titolo per il quale è stata premiata dalla Fise Piemonte tra le atlete di spicco del 2018, primo posto in Coppa Italia nel 2017. Il prossimo obiettivo? Gli Internazionali, competizione per la quale si allena quattro volte a settimana presso La Nuova Cerrina di Rivalta, unico circolo ippico piemontese che prepara gli atleti al paradressage. Diplegica dalla nascita, Carola ama lo sport e fin da bambina si dedica allo sci e all’equitazione. È stata scelta dalla Fise Piemonte come testimonial della campagna di sensibilizzazione per avvicinare gli atleti al paradressage. Anche lei condivide il messaggio di Just The Woman I Am e parteciperà alla corsa/camminata non competitiva del 3 marzo, giunta alla VI edizione, a sostegno della ricerca universitaria sul cancro e contro le violenze di genere.

Che cosa rappresenta per te lo sport e quali benefici fisici e psicologici ne trai?
Lo sport mi permette di esprimere la mia forza e determinazione. Quando ero piccola avevo difficoltà a comunicare con le persone, l’equitazione mi ha aiutato ad aprimi e a condividere emozioni e sentimenti con gli altri. Oggi lo sport mi da la carica, mi spinge a non mollare mai anche quando sono giù. Inoltre mi rilassa a la muscolatura e questo è un grande vantaggio a livello motorio.

Quale messaggio vorresti mandare alle giovani atlete che si avvicinano allo sport?
Non si devono scoraggiare alla prima batosta, devono sempre credere in ciò che fanno, fino in fondo, andando avanti per la propria strada. Molte persone cercheranno di fermarle, ma non ci si deve arrendere mai. Da disabile ho provato anche io il significato di discriminazione, in ambito sportivo e anche nella vita quotidiana, quando gli altri ti sottovalutano. Sono riuscita a trasformare questa discriminazione nella mia forza.

E a chi non pratica attività fisica?
Chi non fa sport, chi non si dedica a una qualche attività fisica non sa che cosa si perde. I mezzi che uno ha sono sempre sufficienti, non ci sono scuse. Molti pensano di essere incapaci o non all’altezza invece basta provare per crederci.

In quale modo il paradressage ti aiuta a superare le difficoltà che incontri quotidianamente? Quanto conta il rapporto con il tuo cavallo?
Da quando pratico il paradressage, ormai sono due anni, ho capito che questa disciplina rappresenta per me una possibilità in più, una chance che mi viene offerta. Grazie a questa disciplina ho acquistato più fiducia in me stessa. Non sai mai come nascerai, se formica o lombrico, molti pensano di non avere uno scopo nella vita. Ecco per me il paradressage è il mio obiettivo, il mio scopo, e non importa se sono formica o lombrico. Tutto questo è possibile grazie a Paul, il mio cavallo, il mio compagno di viaggio. Ne abbiamo passate di cotte e di crude insieme, ma questo ha rafforzato il nostro legame, stiamo crescendo insieme. Dietro l’angolo ci aspettano molte avventure da condividere, per le quali ci alleniamo ogni giorno, senza mai mollare.

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