Ha suscitato molto scalpore il caso di Aurora Leone dei The Jackal cacciata dalla Partita del Cuore perché donna“, episodio sgradevole e, forse, non così anacronistico, che ha portato le dimissioni del Direttore Generale della Nazionale Cantanti Gianluca Pecchini.

Si legge su Repubblica.it: durante la cena ufficiale della vigilia della partita, Pecchini si è avvicinato al tavolo dove Aurora Leone era seduta con Ciro Priello invitando i due convocati ad alzarsi e ad andarsene dal tavolo della squadra, perché “non aperto alle donne”. “Vai al tavolo delle donne”, avrebbe aggiunto Pecchini, secondo quanto confermato anche da alcuni testimoni. La ragazza ha reagito dicendo “ma io non sono un’accompagnatrice, sono stata convocata”. 

Su Instagram, Leone e Priello hanno poi raccontano dettagliatamente quanto accaduto: nonostante avessero fatto presente che la Leone fosse una giocatrice, Pecchini ha insistito, come confermato da alcuni testimoni, dichiarando: “Non farmi spiegare perché non puoi stare seduta qui, tu non puoi e basta. Ciro può stare, tu no, non puoi stare seduta qui, sono le nostre regole. Non mi fare spiegare perché“.
I due, Aurora Leone e Ciro Priello, hanno pertanto rinunciato a partecipare alla Partita del Cuore.

Sulla vicenda è intervenuta con un tweet anche Valentina Vezzali, sottosegretaria allo sport: “Quanto denunciato da Aurora Leone è l’ennesima triste attestazione di quanta strada ci sia ancora da fare. ‘Da quando in qua le donne giocano a calciò evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore, ma qui bisogna ricominciare dal cervello”!.

Fuori dai confini nazionali, il rapporto tra le donne e il calcio si conferma comunque “conflittuale”: poche settimane fa, si legge su Virgilio, Katrine Veje, ex giocatrice dell’Arsenal e colonna della Nazionale danese, è stata fermata al confine per la seguente ragione: “La calciatrice non è un lavoro“. Il suo curriculum sportivo di tutto rispetto non è bastato: ha vinto il campionato inglese femminile nella passata annata, dopo aver conquistato titoli in Svezia, Danimarca (è colonna della Nazionale con più di 100 gare giocate) e Stati Uniti. Katrine Veje nel 2020 è tornata a casa, nella natia Danimarca, a pochi km da Malmö, dove milita nel Rosengård, una delle migliori squadre svedesi del momento.

La stessa Veje ha dichiarato: “Uno dei poliziotti mi ha detto che fare la calciatrice non è un lavoro e che quindi dovevo tornarmene a casa. Ho cominciato a ridere, perchè pensavo mi stesse prendendo in giro, ho dovuto prendere il treno successivo. Il mio primo pensiero è stato che a un uomo non sarebbe mai accaduto, ero molto arrabbiata. Ho anche chiesto il nome del poliziotto per fare reclamo, ma non me lo hanno fornito. In ogni caso, si tratta di un caso isolato, una persona su cento agenti di polizia. Spesso sono molto gentili. Ho avuto sfortuna!“.

Fonti:

https://sport.virgilio.it/katrine-veje-fermata-al-confine-la-calciatrice-non-e-un-lavoro-688462

https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/05/25/news/denuncia_aurora_the_jackal_cacciata_partita_del_cuore_perche_donna-302634429/

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