Mario ha 54 anni e il prossimo 8 marzo, per il secondo anno consecutivo, parteciperà alla corsa/ camminata della settima edizione del Just The Woman I Am. Fin qui potrebbe sembrare una storia comune, quella di tanti uomini che scelgono di partecipare e sostenere l’evento in rosa della città.
Mario Atzori, grande appassionato di podismo da sempre, però, non è una persona “comune”.
Lo scorso anno, la Just the woman I Am è stato il mio primo impegno sportivo dopo la diagnosi di SLA conclamata” racconta il torinese. “Allora avevo imbracciato il mio girello, issata una bandiera di AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica e, con un pugno di volontari, tagliato commosso il traguardo”.
Da quel primo appuntamento dello scorso marzo tante cose sono cambiate ma Mario è diventato sempre di più un simbolo del podismo torinese.
Oggi mi muovo su una carrozzina elettrica e mi è rimasto utile il solo braccio destro, ma da quel primo appuntamento del 2019, ci sono state altre occasioni: Stratorino, Reggia di Venaria, t fast 8k, la Fantastica Corsa di Miguel a gennaio a Roma con arrivo allo Stadio Olimpico e, insieme a me, trasportato sopra una specie di risciò chiamato Joelette, tanti amici e colleghi, che mi danno la forza di affrontare la vita e di partecipare ancora a questa bella festa della “Just the woman I Am 2020”.
Un appuntamento che Mario non vuole assolutamente perdere quello dell’8 marzo e che, soprattutto, vuole condividere con un gruppo di persone unite all’urlo “dicorsacontrolaSLA!”. Saranno infatti 143 i runner con il logo e il nome al via in Piazza Castello, insieme a Giuseppe Noè e Antonella Mazzucchetti, che lottano anche loro contro la malattia, e Luana Corato, sulle joelette fornite dalla Scuola Sci Nord Ovest di Bardonecchia, CAI Ivrea e l’Associazione Ti Aiuto Io di Candelo.
Una storia di coraggio, rinascita e voglia di continuare a inseguire le proprie passioni.

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