Il pittore costruisce, il fotografo rivela” ha dichiarato la scrittrice, filosofa e storica statunitense Susan Sontag, ovviamente molto prima dell’avvento dei cellulari con fotocamera, di Photoshop, dei filtri di Instagram e delle centinaia di app per ritoccare le foto.

E se a essere “rivelate” dalla fotografia fossero (anche) la vanità e la non accettazione dell’imperfezione della società contemporanea?

Basta un filtro per far apparire in uno schermo la versione migliorata di noi stessi, avere un incarnato perfetto, nessuna traccia di rughe o cellulite, labbra carnose, addominali scolpiti, vita (ri)stretta, zigomi alti, seno più grande…. a furia di adeguarci (ritoccarci), in pochi click, agli attuali standard di bellezza rischiamo di specchiarci in un’immagine nella quale non ci riconosciamo più.

Disturbi alimentari, dismorfia corporea, vigoressia, body checking, senso di inadeguatezza sono fortemente indotti da questo fenomeno e possono mettere a rischio la serenità, il benessere, se non addirittura la salute mentale di molte persone, soprattutto dei più giovani.

Per tale ragione, UK, Norvegia e Francia hanno preso provvedimenti per limitare o almeno regolamentare l’utilizzo di foto ritoccate. In particolare: nel Regno Unito l’Advertising Standards Authority ha vietato i filtri nelle pubblicità sui social, a seguito della campagna social #filterdrop lanciata a luglio 2020 dalla make up artist Sasha Pallari nella speranza di vedere “una pelle più vera” su Instagram. Pallari chiedeva ai marchi di make up e alle influencer che li pubblicizzavano di dichiarare l’utilizzo o meno di filtri. Da qui l’ultima sentenza dell’autorità inglese che ha dichiarato che l’uso dei filtri potrebbe aumentare l’effetto del prodotto cosmetico risultando quindi fuorviante per i consumatori. 

In Francia invece tutte le foto commerciali, anche quelle distribuite online, dovranno essere etichettate se ritoccate digitalmente con programmi quali Photoshop, con multe per violazioni in tals sle multe per chi la viola possono arrivare fino a 37,500 euro.

La Norvegia ha fatto un passo ulteriore. Gli emendamenti appena introdotti al Marketing Act del 2009 renderanno illegale per gli influencer condividere foto ritoccate del proprio corpo in post promozionali sui social media, senza specificare che l’immagine è stata modificata.

L’obiettivo condiviso è contrastare un ideale di bellezza irraggiungibile e omologante che rende le persone sempre più insicure del proprio aspetto e della propria unicità. 

Voi cosa ne pensate?

Fonti:

https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/a36902074/norvegia-obbligo-di-segnalare-le-foto-ritoccate/

https://www.dday.it/redazione/24409/francia-chi-pubblica-foto-ritoccate-deve-segnalarlo-altrimenti-37000-euro-di-multa

https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a35506843/regno-unito-divieto-filtri-pubblicita-instagram/

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