I Social e il Covid aumentano il problema

La vigoressia, o anoressia reversa, è una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona a una continua ossessione per il tono muscolare, l’allenamento, una dieta ipocalorica e iper-proteica,  – ha spiegato Annalisa Venditti, psicologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare presso il Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano – a cui spesso si aggiunge l’uso di sostanze illegali per raggiungere tale obiettivo”.

I problemi alimentari interessano circa due milioni di italiani e sempre più precocemente: il malessere inizia a comparire già a 11 anni e in alcuni casi, secondo i pediatri, addirittura in bambine di soli 8 anni.

L’età di esordio più frequente per anoressia e bulimia – ha precisato la Dottoressa Venditti – è tra i 15 e i 25 anni e si manifesta con differenti campanelli d’allarme: un improvviso controllo estremo del cibo con paura di ingrassare, difficoltà a mangiare con gli altri, bassa autostima, attività fisica eccessiva, scomparsa di grandi quantità di cibo e ritrovamento di cibo in posti anomali come camera da letto o armadi, rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare”.

L’idea del nostro corpo si costruisce nel corso degli anni, anche attraverso il confronto con gli altri, i modelli sociali e le opinioni delle persone significative: un processo che dura tutta la vita, ma è durante adolescenza il momento più delicato, aumenta il bisogno di conferma, vi è una più spiccata preoccupazione per il possibile giudizio su di sé e sul proprio aspetto. “Quando si crea un’eccessiva distanza tra il corpo percepito e quello desiderato, – ha dichiarato Enrico Prosperi, Medico Chirurgo Specialista in Psicologia Clinicasi manifestano i primi comportamenti di controllo, attraverso la ricerca della dieta più efficace o qualsiasi mezzo che permetta di raggiungere il corpo agognato“.

La causa? Un profondo disagio personale che trasforma la voglia di essere magri e ‘belli’ in una patologia, aggravata dall’utilizzo dei social, che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili. I disturbi dell’alimentazione sono diversi.

“Durante il lockdown inoltre, – ha poi dichiarato in un’intervista al Messaggero Umbria da Laura Dalla Ragione, direttore del Centro disturbi del comportamento alimentare di Todi – sono aumentati i casi di esordi della malattia e si sono aggravati quelli preesistenti: gli effetti della pandemia sono dannosi anche qui con ragazzini sempre più piccoli che soffrono di questi disturbi anche di 11 anni. I Dca hanno origini traumatiche e la situazione legata alla pandemia è certamente un trauma per questi ragazzini che si sono trovati soli senza amici in una situazione di angoscia e magari di tensioni familiari dovute al lockdown. Sono quindi aumentate le richieste di ricoveri di minori di 14 anni” e il problema in questo momento è anche quello della della difficoltà di reperire i posti.”

L’anoressia e bulimia, legate al controllo del peso (nel primo caso una restrizione patologica alimentare che porta ad un forte dimagrimento e nel secondo con mangiate incontrollate a cui seguono condotte compensative quali vomito, abuso di lassativi/diuretici e sport estremo) sono i più diffusi, soprattutto per le donne. Stanno però aumentando le forme miste, in cui si passa dall’anoressia nervosa alla bulimia nelle diverse fasi della vita, e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), una sorta di bulimia senza comportamenti di compenso che porta frequentemente all’obesità: è stimato che circa il 30% degli obesi sia affetto da questo disturbo.

Alla base dei disagi sono problemi di disagio e insicurezza: “Non va sottovalutato – ha aggiunto in conclusione la psicologa Venditti – che tali comportamenti hanno sempre lo scopo di preservare uno stato di benessere, per cui ci si abbuffa per far fronte alla noia, alla mancanza di affetto o per evadere da una situazione, per placare lo stress, per soffocare un’emozione, così come si ricerca la magrezza e la forma ‘perfetta’ del corpo per un bisogno di sentirsi più sicuri. Bisogna, quindi, imparare a mangiare in modo consapevole, tornare a riconoscere i segnali di fame e sazietà, non imporsi divieti e lavorare sui fattori cognitivi ed emotivi – per comprendere quali sono i reali motivi che hanno portato ai disturbi alimentari“. 

Fonti:

http://www.psicoclinica.it/il-corpo-vittima-dei-social.html

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/stili_di_vita/2019/01/10/aumentano-disturbi-alimentari-giovani-eta-scende-8-11-anni_c575fbf4-57c7-4220-90fa-65311eb5e52e.html

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2020/11/13/covid-in-aumento-del-30-i-casi-di-anoressia-e-bulimia_6737fe0c-2025-4c6a-b178-e84ba97ea8b6.html

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